Teatro India
Eventi in programma
Pinocchio. Che cos'è una persona?
Spettacolo ideato, scritto e diretto da Davide Iodice
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Lungotevere Vittorio Gassman, 1 - Roma (RM)
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promozione@teatrodiroma.net
Stagione 2025-2026
Presentata la nuova Stagione 2025/2026 del Teatro di Roma: tre spazi (teatro Argentina, teatro India, teatro Torlonia), tre linguaggi, infinite visioni.
Teatro India: nuove scritture per un presente che interroga l'attualità
La Stagione del Teatro India si conferma un laboratorio creativo che, indagando le dinamiche di potere e le fragilità individuali e collettive, intreccia nuove scritture. Non un semplice palinsesto, ma un invito al dialogo tra diverse narrazioni, superando i generi tradizionali per dar vita a dispositivi drammaturgici d'avanguardia.
Produzioni che fanno da palcoscenico al presente: giustizia, talenti emergenti e dialoghi
A inaugurare questa linea produttiva Misura per Misura (2/14 dicembre), il dramma di Shakespeare affrontato dalla regia di Giacomo Bisordi, in una nuova versione firmata da Chiara Lagani, per una lettura che spinge l'indagine oltre la finzione scenica con l'affiancarsi del progetto Le verità sospese. Questa iniziativa speciale, che si svolge in parallelo e si estende a Torlonia trasformandola in una "tribuna" di discussione, porta sul palco tre casi giudiziari emblematici della storia italiana: l'omicidio di Marta Russo, il delitto di Sarah Scazzi ad Avetrana e il caso di Bettino Craxi durante le inchieste di Mani Pulite. L'obiettivo è stimolare una riflessione sul concetto di giustizia contemporanea, in un audace cortocircuito tra finzione e realtà. Il cuore del progetto sarà un confronto pubblico di tesi e un dibattito serrato, che vedrà contrapposte le autorevoli voci giornalistiche di Goffredo Buccini e Alessandro Barbano, offrendo differenti prospettive sull'interpretazione di questi eventi che hanno segnato la nostra storia recente.
Sulla stessa linea, la creatività emergente è valorizzata dall'ingresso nell'attività produttiva di giovani talenti, che restituiscono fermenti e temperature del presente, come il monologo scritto e interpretato da Francesca Astrei, artista cresciuta nel vivaio creativo del Teatro di Roma, con Mi manca Van Gogh (20/30 novembre), per intrecciare la tormentata esistenza del pittore alla tragica vicenda di una vittima di revenge porn.
Tra i talenti già affermati della scena contemporanea, l'impegno produttivo punta su una nuova generazione di artisti dalla cifra anticonvenzionale che, con le loro produzioni originali, tracciano nuove rotte narrative e stilistiche. A partire da Niccolò Fettarappa, il cui registro dissacrante si sposta verso le intimità contemporanee con Orgasmo (3/15 febbraio), per rivelare la presunta epidemia di pigrizia sessuale che affligge in particolare le giovani coppie, intrecciando la crisi del desiderio con l'alienazione del mondo del lavoro e l'ossessiva ricerca di produttività.
Le oscure dinamiche di potere e di genere si addensano ne La Chunga (14/18 gennaio), spettacolo diretto da Carlo Sciaccaluga, che conclude la trilogia dedicata a Vargas Llosa, figura di grande riferimento della letteratura mondiale, recentemente scomparso, affrontando temi come l'omofobia e la violenza di genere incastonati in un mistero peruviano che esplora la soggettività della memoria e la persistenza del potere.
Il tema della comunità e delle dinamiche sociali risuona nell'evento coproduttivo internazionale, La festa (6/17 maggio), un ponte teatrale che innesca un dialogo interculturale, puntellato da Teatro di Roma e Georgia, in una feconda sinergia artistica firmata da Leonardo Manzan; ispirandosi al tradizionale banchetto georgiano "supra" e al suo rituale del brindisi, il regista indaga le distanze e le possibili connessioni tra culture diverse.
Il tema della memoria individuale si manifesta in Il giorno in cui mio padre mi ha insegnato ad andare in bicicletta (29 ottobre/9 novembre), il monologo di Valerio Aprea, su testo di Sandro Bonvissuto, una ripresa che esplora il rapporto padre-figlio e il passaggio all'età adulta.
Un altro sguardo nel mondo interiore dei ricordi e delle inquietudini viene offerto da La Principessa di Lampedusa (10/15 febbraio), il monologo di Sonia Bergamasco, interprete e regista del testo di Ruggero Cappuccio su Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò, madre di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, per restituire la modernità di una donna carismatica sullo sfondo di una Palermo ferita dalla guerra. Per riconnettersi a inizio stagione con Buchettino (15-26 ottobre) – un'iconica produzione del 1995 della Societas Raffaello Sanzio (oggi Societas), divenuta un cult internazionale capace di affascinare grandi e piccoli – dove la memoria della fiaba si fonde con l'esperienza sensoriale invitando il pubblico a sdraiarsi in una camera da letto.
Ospitalità: nuovi linguaggi per le sfide del presente
La programmazione del Teatro India si immerge nella nuova drammaturgia contemporanea, un territorio fertile di voci autoriali che, attraverso processi creativi orientati alla ricerca di nuovi linguaggi scenici, esplorano tematiche che definiscono la condizione umana nelle sue vulnerabilità esistenziali.
La Stagione si apre con Supernova (2/5 ottobre), per la drammaturgia e regia di Mario De Masi, un'allegoria sul potere nelle dinamiche familiari, dove la disgregazione dei legami post-lutto riverbera nella violenza dispersiva di un'esplosione cosmica. A questa allegoria fa eco Acanto (9/12 ottobre) di Nicola Russo, che scruta un altro aspetto del potere, quello dell'eros e della sessualità nel contesto dell'HIV, trasformando una sala d'attesa in uno spazio di confessione.
Il concetto di potere assume una forma disturbante nella satira corrosiva sul turismo dell'orrore di Ignasi García Barba in Vacanze di guerra (4/9 novembre), con Valentina Martino Ghiglia, diretta da Ferdinando Ceriani. Mentre, il peso dei traumi collettivi deflagra in ATOMICA (13/23 novembre) di Muta Imago, per un affondo sulla responsabilità individuale e l'influenza ambivalente della tecnologia, attraverso la corrispondenza tra il pilota Claude Eatherly, che diede il via allo sgancio della bomba, e il filosofo Günther Anders nello storico evento di Hiroshima.
Alla perlustrazione nelle zone d'ombra del potere si affianca Finale di Partita (20/25 gennaio), diretto da Gabriele Russo e interpretato da Michele Di Mauro, per un'immersione nei personaggi beckettiani intrappolati in un presente senza futuro. La fragilità umana emerge nel ritratto anticonformista di Sissi l'Imperatrice (27 gennaio/1 febbraio) di Roberto Cavosi, con Federica Luna Vincenti, rievocando la modernità e fragilità di Elisabetta d'Austria.
Le ferite del presente squarciano la scena con l'umanità dolente di Saverio La Ruina in Miracolo a Crotone (28 gennaio/1 febbraio), un monito contro l'oblio della tragedia dei migranti. Mentre la delicata introspezione di Massimo Luconi in Un dettaglio minore (11/15 marzo) di Adania Shibli, porta al cuore di un'esistenza annullata nella Palestina occupata, svelando la difficoltà di ricomporre una storia a lungo taciuta. In risonanza con il tema del potere della memoria e della sua cancellazione, Il fuoco era la cura (25 febbraio/1 marzo) di Sotterraneo, ispirato a Fahrenheit 451, sulla "cura" del fuoco che distrugge la conoscenza, interrogando la nostra relazione con l'informazione e la memoria collettiva.
Il potere inclusivo della diversità irrompe con Pinocchio (17/22 febbraio) di Davide Iodice che, rileggendo Collodi, eleva la diversità del burattino a metafora dell'adolescenza e della ricchezza della disabilità. Altro esempio di come la scena possa farsi luogo di confine tra realtà e finzione, è offerto dal dittico di Natacha Belova e Tita Iacobelli: Tchaïka (4/5 marzo) per riflette sulla fragilità dell'esistenza e Loco (7/8 marzo) sulla ricerca dell'identità.
L'illusione e la realtà si fondono in Abracadabra (18/22 marzo) di Babilonia Teatri, dove la magia diviene strumento per interrogare il tabù universale della morte. Il tema del potere e della sua disillusione si manifesta nella precarietà generazionale ritratta al vetriolo in Bidibibodibiboo (25/29 marzo) di Francesco Alberici, e nella sua corruzione al centro di Storia di un cinghiale. Qualcosa su Riccardo III (22/26 aprile), dove lo scrittore e regista uruguayano Gabriel Calderón affida a Francesco Montanari un inquietante monologo sulla sottile linea tra interprete e personaggio.
Le complesse dinamiche familiari tornano in Tre sorelle (28 aprile/3 maggio) di Liv Ferracchiati che, osservando da vicino non detti e aspirazioni di un nucleo di sorelle, illumina tensioni e affetti che legano e separano, in un ritratto generazionale.
Un altro sguardo sui legami umani arriva dal dittico di Claudio Tolcachir, LOS DE AHI (20/24 maggio) e RABIA (21/24 maggio); mentre, pur nella loro specificità, condividono un'esplorazione delle frustrazioni e delle violenze, i due spettacoli di Filippo Nigro, che interpreta e co-dirige con Fabrizio Arcuri, Every Brilliant Thing (26/ 28 maggio), un intimo racconto autobiografico di Duncan Macmillan sulla lotta contro la depressione, e Presidente (29/31 maggio) di Davide Carnevali, per una riflessione sulle implicazioni morali del potere attraverso la confessione di un ex leader.

